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Call the BeClinic, your dental healthcare clinic:
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Service Cost : $99.00
Duration: 1h 20m
What our patients say
Chiedere un aiuto professionale rappresenta un atto di forza, un atto di amore verso se stessi per uscire da uno stato di sofferenza, a volte ormai invalidante o condizionante.
"La felicità è una scelta quotidiana, non la trovi in assenza di problemi. La trovi nonostante i problemi."
Our services
L’ansia è un’emozione di base che comporta uno stato di attivazione dell’organismo in risposta ad una situazione percepita come pericolosa. Da un punto di vista evolutivo, ha una funzione adattiva in quanto si traduce in una tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente, nella ricerca di spiegazioni, rassicurazioni e di vie di fuga. L’ansia può rappresentare una risorsa in alcuni momenti della nostra vita, per proteggerci dai rischi, mantenere lo stato di allerta e per migliorare la prestazione.
Quando l’attivazione ansiosa è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alla situazione che stiamo vivendo, però, siamo di fronte ad un disturbo d’ansia:
Secondo il Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali, DSM- 5 ed.
- Disturbo d’ansia di separazione: paura o ansia eccessiva e inappropriata rispetto allo stadio di sviluppo che riguarda la separazione da coloro a cui l’individuo è attaccato. Negli adulti si può manifestare con la difficoltà ad affrontare cambiamenti in alcune circostanze di vita, es. trasloco, matrimonio.
- Mutismo selettivo: incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche in cui ci si aspetta che si parli.
- Fobia specifica: paura e ansia marcate verso un oggetto o situazione specifico (per es. per volare, animali, iniezioni, ecc);
- Disturbo d’ansia sociale: paura o ansia marcate relative a una o più situazioni sociali nelle quali l’individuo è esposto al possibile esame degli altri (es. interazioni sociali, conversare con un estraneo, fare un discorso pubblico, ecc.);
- Disturbo di panico: Ricorrenti attacchi di panico: comparsa improvvisa di paura o disagio intenso che raggiunge il picco in pochi minuti, periodo durante il quale si verificano quattro o più dei seguenti sintomi: palpitazioni, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, nausea, sensazioni di vertigini,
- Agorafobia: paura e ansia marcate in situazioni in cui sono ridotte le vie di fuga: trasporti pubblici, trovarsi in spazi aperti (parcheggi, mercati, ponti) o trovarsi in spazi chiusi (negozi, teatri, ecc),ecc.;
- Disturbo d’ansia generalizzata: ansia e preoccupazione eccessive che si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi. L’ansia e la preoccupazione si manifesta con almeno 3 di questi sintomi: irrequietezza, facile affaticamento, difficoltà a concentrarsi, alterazioni del sonno, tensione muscolare, irritabilità.
Ed è proprio nei disturbi d’ansia che la terapia cognitivo comportamentale si è dimostrata molto efficace, tanto da essere introdotta nelle linee guida internazionali che indicano i percorsi di cura più adeguati per le diverse patologie:
Per gli attacchi di panico l’efficacia terapeutica è stata dimostrata da uno studio di Ost (2008) che indica miglioramenti nel 78% dei casi e sono stati confermati anche elevati di stabilità nel tempo (Norton e Price, 2007);
Per il Disturbo d’ansia generalizzata l’efficacia terapeutica è stata dimostrata da uno studio di Deacon e Abromowitz (2004), in cui il livello d’ansia e la frequenza delle preoccupazioni si riducono nel 53% dei pazienti.
Per il Disturbo d’Ansia viene raggiunto il 76% di successo terapeutico (Öst, 2008, Norton & Price, 2007).
“La felicità è una scelta quotidiana, non la trovi in assenza di problemi. La trovi nonostante i problemi.” (Stephen Littleword)
“I disturbi depressivi includono varie forme che si differenziano per durata, distribuzione temporale o nella presunta eziologia, ma hanno in comune la presenza di umore triste, vuoto o irritabile, accompagnato da modificazioni somatiche e cognitive che incidono in maniera significativa sul funzionamento della persona.”(DSM-5).
Nel corso della vita è probabile che ognuno di noi sperimenti momenti di profondo sconforto e tristezza, presumibilmente, come conseguenza a ciò che stiamo vivendo e a come lo stiamo affrontando. Tuttavia è corretto parlare di depressione solo quando il tono dell’umore è costantemente basso, perdendo la sua flessibilità intrinseca e la sensibilità all’influenza di fattori esterni positivi.
Tuttavia, la depressione non è solo un abbassamento del tono dell’umore, ma è accompagnato da:
- Sintomi somatici: perdita di energie, senso di fatica, disturbi della concentrazione e della memoria, agitazione motoria e nervosismo, senso di nausea, perdita o aumento di peso, disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), mancanza di desiderio sessuale, dolori fisici.
- Sintomi cognitivi: rallentamento ideativo, disturbi della concentrazione e della memoria, incapacità decisionale, ruminazione depressiva, pensieri negativi su di sé, sul mondo e sul futuro, sensi di colpa, autosvalutazione, autocommiserazione, percezione del tempo rallentato, percezione dell’attuale stato mentale come di una condizione senza fine.
- Sintomi comportamentali: riduzione delle attività quotidiane, interferenza nei rapporti interpersonali, comportamenti passivi, riduzione dell’attività sessuale e tentativi di suicidio.
- Sintomi emotivi: tristezza, angoscia, disperazione, mancanza di speranza nel futuro, perdita di interesse per qualsiasi attività, irritabilità e ansia.
Chi ne soffre, si percepisce come inadeguato e senza valore, è come se indossasse degli occhiali con lenti scure: tutto diventa monocolore, nulla è in grado di dare piacere, gioia o fiducia. Sono frequenti sensi di colpa, sentimenti di autosvalutazione e convinzioni che non vi sia altra via d’uscita alla condizione di sofferenza se non quella di porre fine alla propria esistenza. Ovviamente non è così: cercare aiuto è fondamentale perché è possibile stare meglio e riprendersi la propria vita, sia attraverso terapie farmacologiche sia attraverso terapie psicoterapeutiche.

“È importante prendersi cura dei nostri ricordi felici”- Inside out

“Le disfunzioni sessuali sono un gruppo eterogeneo di disturbi tipicamente caratterizzati da un’anomalia, clinicamente significativa, nella capacità di una persona di avere reazioni sessuali o di provare piacere sessuale”
Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali, DSM- 5 ed.
Nella vita di un individuo, la sessualità riveste un ruolo importante a livello individuale e relazionale. È il risultato di una lunga storia, appresa nel corso del tempo, fatta di emozioni, stati affettivi, significati attribuiti ed è influenzata dall’immagine di sé e dal rapporto con il proprio corpo, ma anche dai modelli educativi ricevuti, dalla relazione di coppia e dal momento di vita che si sta attraversando. La condotta sessuale, non appartiene solo alla sfera istintuale e biologica ma anche alla sfera intima, psicologica e culturale di ciascuno, ed è per questo che quando se ne parla si fa riferimento ad un mondo complesso che incide fortemente sul benessere individuale e sull’equilibrio di coppia.
Le Disfunzioni sessuali possono avere una causa fisica o psicologica, per cui è sempre opportuno escludere la presenza di eventuali condizioni mediche (es. danneggiamento del nervo pelvico) rivolgendosi a specialisti: ginecologo, andrologo, urologo.
E’ possibile suddividere le principali disfunzioni in base alla fase della risposta sessuale interessata: Desiderio- Eccitazione – Orgasmo.
Disfunzioni relative alla fase del desiderio
- Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile. Persistente o ricorrente insufficienza (o assenza) di pensieri o fantasie sessuali e di desiderio di attività sessuale non attribuibile ad altra condizione fisica o psicologica.
- Disturbo del desiderio sessuale e dell’eccitazione sessuale femminile. Mancanza o significativa riduzione di desiderio/ eccitazione sessuale in risposta a stimoli sessuali ed erotici.
Disfunzioni relative alla fase di eccitazione
- Disturbo del desiderio sessuale e dell’eccitazione sessuale femminile. Mancanza o significativa riduzione di desiderio/ eccitazione sessuale in risposta a stimoli sessuali ed erotici.
- Disturbo erettile. In tutti o quasi tutti (75-100%) i rapporti sessuali marcata difficoltà di ottenere un’erezione durante l’attività sessuale o fino al completamento della stessa.
Disfunzioni relative alla fase dell’orgasmo
- Eiaculazione precoce. Modalità persistente o ricorrente di eiaculazione che si verifica durante i rapporti sessuali, circa un minuto dopo la penetrazione vaginale e prima che l’individuo lo desideri.
- Eiaculazione ritardata. In tutti o quasi tutti (75-100%) i rapporti sessuali e senza che il ritardo sia intenzionale, marcato ritardo nell’eiaculazione, infrequenza o assenza di eiaculazione.
- Disturbo dell’orgasmo femminile. In tutti o quasi tutti (75-100%) i rapporti sessuali marcato ritardo, marcata infrequenza o assenza, di orgasmo, intensità delle sensazioni orgasmiche marcatamente ridotta.
Disfunzioni che si possono presentare in ogni fase
Disturbo del dolore genito-pelvico e della penetrazione (non dovuta ad una condizione medica generale). Persistente o ricorrenti difficoltà e dolore durante la penetrazione vaginale e il rapporto, marcata ansia prima e durante la penetrazione, contrazione dei muscoli del pavimento pelvico.
“Comprendono un’ampia categoria di problemi del sonno che possono coinvolgere adulti e bambini: insonnia, disturbo da ipersonnolenza, narcolessia, disturbo da incubi,… Gli individui con questi disturbi lamentano insoddisfazione riguardo la qualità, la collocazione temporale e la durata del sonno. Lo stress e la compromissione delle attività diurne sono aspetti presenti in tutte le condizioni.”
Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali, DSM- 5 ed..
Può capitare nel corso della vita di ognuno avere qualche problema ad addormentarsi o a dormire per un tempo sonno ritenuto sufficiente, senza voler dire soffrire necessariamente di un disturbo del sonno. Quando i frequenti risvegli e le persistenti difficoltà ad iniziare e riprendere il sonno, dopo essersi svegliati, perdurano per almeno 3 mesi con una frequenza minima di 3 volte a settimana, potremmo essere di fronte ad un disturbo del ritmo sonno-veglia se la qualità e la quantità di sonno interferiscono significativamente sul funzionamento globale. (DSM – 5ed)
L’insonnia è il disturbo del sonno più frequente del mondo industrializzato, che coinvolge adulti e bambini ed è sperimentata occasionalmente da oltre la metà della popolazione adulta, colpisce in forma grave un italiano su 10. Ha un forte impatto negativo sul benessere psico-fisico delle persone, come alterazioni dell’umore e cali di prestazioni cognitive e fisiche.
Oggi è possibile ricorrere anche a trattamenti non-farmacologici, tra cui la terapia cognitivo comportamentale, un trattamento efficace per i disturbi cronici del sonno, generalmente raccomandato come primo passo nel trattamento del problema. La terapia cognitivo comportamentale specifica per l’insonnia consiste in un programma strutturato volto all’identificazione ed alla sostituzione dei pensieri e comportamenti che stanno alla base del peggioramento relativo ai problemi del sonno congiuntamente alla promozione dei comportamenti che, al contrario, ne facilitano il raggiungimento.
Gli interventi cognitivo comportamentali prevedono l’utilizzo di più tecniche: controllo degli stimoli, la tecnica della restrizione del sonno, l’igiene del sonno e tecniche aggiuntive, quali le tecniche di rilassamento, la mindfulness, la compressione del sonno (Perlis, Posner & altri, 2002)
“il sonno è per tutti gli uomini ciò che la carica è per un orologio” A. Schopenhauer




